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CONCERTO Grandi Musiche per Grande Cinema

Concerto Ciak si suona ridimensionato per ridottissimo

 

Il progetto “Ciak… si suona! Grandi Musiche per Grande Cinema” vuole estendere al cinema della seconda metà del 1900 le conoscenze musicali dei giovani musicisti: quelle pellicole e brani memorabili che sono, invece, rimasti nell’immaginario visivo e nella memoria dei più adulti.

 

“Un lavoro difficile – spiega l’ideatrice dell’evento Giulia Pasquazi Berliri – nel quale si cimentano 35 elementi (tutti giovani di Conservatorio e al di sotto dei 28 anni) diretti da un altrettanto giovane direttore, Claudio Galassi, diplomato al Conservatorio dell’Aquila che ha anche curato le elaborazioni musicali, una sorta di rispettoso restyling, che rende i brani ancor più godibili e con un impatto che coinvolge i due sensi estetici per eccellenza, l’occhio e l’udito: gli occhi guardano le immagini, l’orecchio ascolta e sente tutta la varietà che i suoni esprimono e, insieme, sono in grado di suscitare ed evocare sentimenti e ricordi”.

 

Tutti rigorosamente dal vivo, saranno eseguiti e cantati una quindicina di brani tratti da pellicole celebri mentre sullo schermo verrà proiettata la scena corrispondente, ma senza sonoro. Il sonoro sarà infatti proposto dalla stessa orchestra e, pertanto, meticolosamente sincronizzato con la scena di riferimento. A cantare sarà la voce solista del giovane ventitreenne tenore libanese Joseph Dahdah, che studia al Conservatorio di Terni e che ha già avuto modo di farsi conoscere anche all’estero.

 

“Quando i compositori hanno reso memorabili le musiche dei film” è a tutti gli effetti il sottotitolo dell’evento perché il tempo passa ma il capolavoro resta: un omaggio, quindi, ai grandi della musica e del cinema in una versione di facile lettura ma di grande effetto.

 

 

 

 segreteria organizzativa: InventaEventi -tel.0698188901-progetti@inventaeventi.com

 

 ufficio stampa:  Claudia Lovisetto claudialovisetto@gmail.com

 

 

 

 

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COSIMO CINIERI in Pier Paolo Poeta delle Ceneri video-opera

Pasolini ridottissima per web   

L’Ass.Cult.VAGABONDA BLU    

presenta

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Viale Castro Pretorio, 105 – Tel. 06.49891

Lunedì 4 aprile 2016 – ore 16,30

Ingresso libero

COSIMO CINIERI

In

PIER PAOLO POETA DELLE CENERI

 

Video-opera di

IRMA IMMACOLATA PALAZZO

e GIANNANTONIO MARCON

 

Coordinatore Prof.Gianfranco Bartalotta

 

con

COSIMO CINIERI

GIANNI DE FEO

MARCELLO MAIETTA

 

DOMENICO VIRGILI – Direzione, orchestrazione, pianoforte; MARCO ARIANO – Batteria e percussioni; ROBERTO BELLATALLA –Contrabbasso; PIERO BRONZI – Flauto e sax;  CARLO COSSU – Violino; MARCELLO FIORINI – Fisarmonica; ANTONIO IASEVOLI –Chitarra classica ed elettrica

 

È grande l’emozione che, sin dal titolo Pier Paolo poeta delle ceneri, ci comunica la video-opera ideata da Irma Immacolata Palazzo e Gianni Borgna e firmata per la regia teatrale da Irma Immacolata Palazzo, e per il video insieme a Giannantonio Marcon. Emoziona per la drammatica e altamente lirica voce narrante di Cosimo Cinieri; per l’intensità del dettato e la bellezza e potenza dei frammenti tratti dalle opere di Pasolini in prosa e in versi; per l’originalità dell’idea registica; per l’istallazione di Max Cioli; per le scelte musicali e per gli elementi scenografici di Benedetti Corcos infine: altari-teatrini,  lampadine prima colorate da balera poi bianche, bandiere rosse stracciate, travestimenti (l’angelo nero di Gianni De Feo, comprimario con Marcello Maietta), camera e cameraman  in scena e in movimento, una lingua di sabbia.

            Poche volte abbiamo ascoltato e partecipato con tanta vicinanza ad una lettura poetica che qui diviene azione teatrale, pur conservando gli spazi e i tempi del vissuto che si è fatto poesia. Ma sorprende anche la scelta degli scritti, tra i più alti di Pasolini, “brandelli” che appaiono rinnovati e trasfigurati in Cinieri, voce e volto e persona, che dà sostanza e corpo sonoro alle parole del poeta e esalta e potenzia la musica dei suoi versi.

            Pasolini aveva pensato di intitolare col semplice Le ceneri il libro che poi divenne Le ceneri di Gramsci. Anche una sua autobiografia in versi, pubblicata da Archinto nel 2010, si intitolò Poeta delle ceneri. “Ceneri” era il termine che, più d’ogni altro, racchiudeva in sé il pensiero della morte e segnava tutto il suo cammino d’artista: che altro dice la sua opera – di poesia, di saggistica, di teatro, di cinema – se non l’itinerario arduo e doloroso di Pasolini poeta, la divisione intimamente e dolorosamente sentita tra valori di un vecchio mondo, che non si vogliono perdere, ma che vanno modificandosi e spegnendosi, e il nuovo, che ne è oscura conseguenza e tradimento?

            Le parole di Pasolini, tratte dai suoi libri, scorrono in un piano-sequenza “potenzialmente infinito”, come potenzialmente infinita era la sua idea di cinema; scorrono intensamente vere e profonde, incise, si direbbe, nella  maschera forte e antica di Cosimo Cinieri, e fermano sulla scena il colore del tempo, il calore della vita, il dolore della perdita, il conflitto tra passato e presente, la complessità e la conflittualità dell’esistenza, i tragici mutamenti sociali, lo sfiorire della bellezza di un mondo agreste che le lucciole testimoniavano; il pensiero della morte e di sé “scheletro / senza neanche nostalgia del mondo”.

            Si veda, in apertura, Cosimo di spalle con il maglione verde di Pasolini trovato la notte della sua morte: avvia dal “vuoto”, lasciato dal poeta, un piano sequenza aperto “all’infinito”, su cui si innestano i frammenti della sua storia di uomo e di autore: la fisicità estrema; il disgusto per la folla; il sentirsi indifeso e inerme; il rifiuto di un mondo che coniuga possesso e distruzione; e, a ritroso nel montaggio, l’angelo nero irridente di Ninetto; l’unione affettuosa e ineluttabile con la madre (“Saremo insieme, /presto, in quel povero prato gremito / di pietre grigie”) e il sacro (Cristo), in cui si manifestano scandalo, verità e risurrezione. E ancora: la diversità che spinge ai margini e l’inferno neocapitalistico; il sogno di una gioia che sola può aprire una stagione di «dolore armato»; la denuncia delle stragi (“Io so…io so…io so”) e la rivolta antiborghese; l’utopia di un mondo nuovo (l’Africa) e la poesia “incivile”; il teatro e la scoperta del cinema. Sono tutti i temi che la sapiente regia di Irma Immacolata Palazzo ha riversato in un’opera che unisce lo scavo nella storia di Pier Paolo, “vissuto dentro una lirica”, al teatro di parola e alla visività, che la musica, ora popolare ora sublime, mette in risalto e accompagna. Che sia poi il campo di lucciole, con le piccole luci bianche della scena, a chiudere una festa paesana è commovente fondale per un addio, che vede Cosimo Cinieri prostrato allontanarsi nel buio. Con le parole di Edipo re, che richiamano Eliot: “Sono giunto. La vita finisce dove comincia”.

Gabriella Palli Baroni

 

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Ritratti di Poesia 2016 decima edizione

IL PROGRAMMA DELLA DECIMA EDIZIONE

Invito elettronico ridimensionato

COMUNICATO STAMPA

Roma, 14 gennaio 2016

 

Dieci anni di Ritratti di poesia

 

A Roma, il 5 febbraio, presso il Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra,

si terrà la 10ª edizione della manifestazione «Ritratti di poesia»

promossa dalla Fondazione Roma

 

Si svolgerà a Roma venerdì 5 febbraio (dalle 9.30 alle 19.30), presso il Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, la decima edizione della manifestazione «Ritratti di poesia»,che vedrà la partecipazione di affermati autori stranieri –Carol Ann Duffy (Scozia), Joy Harjo (USA), Nuno Jùdice (Portogallo), Angèle Paoli (Francia), Rati Saxena (India), Jesper Svenbro (Svezia) – e gli italiani Domenico Alvino, Dina Basso, Corrado Benigni, Vito Bonito, Domenico Cipriano, Stelvio Di Spigno,  Milena de Magistris von Rex, Giancarlo Majorino, Mariella De Santis, Gabriele Frasca, Vincenzo Frungillo, Franca Grisoni, Tomaso Kemeny, Isabella Leardini, Andrea Longega, Aldo Nove, Rosa Pierno, Maria Pia Quintavalla, Silvio Raffo, Mariù Safier, Mario Santagostini, Nevio Spadoni, Alberto Toni.

 

La rassegna, aperta gratuitamente al pubblico, è promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con InventaEventi, per la cura di Vincenzo Mascolo.

 

Nel corso della manifestazione saranno assegnati i premi alla poesia italiana e straniera: il Premio (nazionale) Fondazione Roma-Ritratti di poesia a Giancarlo Majorino, uno dei poeti contemporanei più rappresentativi, critico, autore di opere teatrali e musicali, presidente della Casa della poesia di Milano; il Premio internazionale Fondazione Roma-Ritratti di poesia a Carol Ann Duffy (Scozia), dal 1°maggio 2009 «Poeta Laureato del Regno Unito», prima donna scozzese ad essere investita di tale onorificenza. La lettura delle poesie dei due premi sarà affidata a Sonia Bergamasco, attrice di teatro e di cinema.

 

In omaggio alla ricchezza del plurilinguismo la manifestazione ospiterà la poesia dialettale di Dina Basso, Franca Grisoni, Andrea Longega e Nevio Spadoni. Si parlerà anche di lingue in via d’estinzione con la poesia in bretone di Antony Heulin e quella in occitano di Aurélia Lassaque.

 

Il programma completo

 

9.30 – 10.45 Caro poeta

Franco Buffoni, Maria Grazia Calandrone, Terry Olivi, Elio Pecora e Luigia Sorrentino incontrano gli studenti dei licei romani Aristofane, De Sanctis, Machiavelli, Rossellini, Virgilio

 

10.45 – 11.05 Poetry slam (prima manche)

Data ufficiale del campionato nazionale di Poetry Slam L.I.P.S. – Lega Italiana Poetry Slam

EmCee Lello Voce

Partecipano: Antonella Bukovaz, Sergio Garau, Francesca Gironi, Simone Savogin

 

11.05 – 11.15 Ritratti di poesia.140

Giuria: Damiano Abeni, Rosaria Lo Russo, Anna Toscano.

Consegna del premio nazionale e del premio europeo

 

11.15 – 11.35 Saluto del Presidente della Fondazione Roma

Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele

Premio Fondazione Roma – Ritratti di Poesia

Giancarlo Majorino. Consegna del premio

Letture di Sonia Bergamasco

 

11.35 – 11.55 Di penna in penna (prima parte)

Milena de Magistris von Rex, Mariù Safier

 

11.55 – 12.15 Poetry slam (seconda manche)

 

12.15 – 12.30 La “poetry therapy”

Dome Bulfaro e l’uso terapeutico della poesia

 

12.30 – 12.50 Lingue in pericolo (prima parte)

Lingua bretone: Antony Heulin

Introduce Ines Cavalcanti di Chambra d’Òc

 

12.50 – 13.30 Di penna in penna (seconda parte)

Corrado Benigni, Domenico Cipriano,

Stelvio Di Spigno, Isabella Leardini

 

13.30 – 14.00 Idee di carta

Incontro con le case editrici Kolibris edizioni, Marcos y Marcos, Marco Saya Edizioni, Raffaelli Editore

 

14.00 – 14.30 pausa

 

14.30 – 15.00 Di penna in penna (terza parte)

Domenico Alvino, Mariella De Santis,

Maria Pia Quintavalla

 

15.00 – 15.20 La lingua, le lingue (prima parte)

Dina Basso, Andrea Longega

 

15.20 – 16.00 Poesia sconfinata (prima parte)

Angèle Paoli (Francia) con Luigia Sorrentino

Rati Saxena (India) con Vincenzo Mascolo

 

16.00 – 16.30 Di penna in penna (quarta parte)

Vito Bonito, Vincenzo Frungillo, Rosa Pierno

 

16.30 – 16.50 Lingue in pericolo (seconda parte)

Lingua occitana: Aurélia Lassaque con Zingonia Zingone

 

16.50 – 17.20 Di penna in penna (quinta parte)

Tomaso Kemeny, Silvio Raffo, Alberto Toni

 

17.20 – 17.40 Poesia sconfinata (seconda parte)

Jesper Svenbro (Svezia) con Maria Cristina Lombardi

 

17.40 – 18.00 La lingua, le lingue (seconda parte)

Franca Grisoni, Nevio Spadoni

 

18.00 – 18.20 Premio internazionale Fondazione Roma – Ritratti di Poesia

Carol Ann Duffy (Scozia)

Consegna del premio da parte del Presidente della Fondazione Roma

Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele

Conversazione a cura di Moira Egan

Letture di Sonia Bergamasco

 

18.20 – 18.50 Di penna in penna (sesta parte)

Gabriele Frasca, Aldo Nove, Mario Santagostini

 

18.50 – 19.30 Poesia sconfinata (terza parte)

Nuno Júdice (Portogallo) con Chiara De Luca

Joy Harjo (USA) con Laura Coltelli

 

19.30 Chiusura della manifestazione

 

 

 

 

 

 

 

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