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Archivi del mese: 30 ottobre 2015

Il rapsodo COSIMO CINIERI in GUERRA! ‘15/18 di Irma Immacolata Palazzo

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AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA, SALA SINOPOLI, 23 e 24 novembre ore 21.00

 

Con la Banda Musicale dell’Esercito Italiano diretta dal M° Antonella Bona e con Carmela Maffongelli, soprano; Andrea Fermi, tenore; gli allievi attori della Scuola di Teatro Fondamenta e i danzatori della Scuola Baila Dance e Officina Danza. Consulenza storico-bibliografica Michele D’Andrea. Orchestrazioni: Lorenzo Antonio e Domenico Virgili.

Drammaturgia e Regia: Irma Immacolata Palazzo

 

                                     

Il colpo di pistola del giovane studente serbo bosniaco Gavrilo Princip, che a Sarajevo uccise l’erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando e consorte il 28 giugno 1914, è fatale per l’Europa. Si chiude così un periodo di pace durato quasi cent’anni, tranne la parentesi prussiana e i conflitti limitati nei Balcani. Una pace armata, visto che tutti gli stati europei, negli anni precedenti la guerra, spesero somme ingenti per gli armamenti, motivandole con la necessità di tener testa alla crescita delle forze degli altri stati. Era in gioco l’egemonia politico-economica in Europa e nel mondo. In pochi giorni i grandi imperi: austro-ungarico, tedesco, russo e ottomano si dichiarano guerra l’un l’altro, coinvolgendo ben preso il mondo intero, massacrandosi poi per quattro anni, infrangendo l’illusione di una guerra breve. “Sonnambuli” li definisce lo storico Cristopher Clark, poiché nessuno di quelle teste coronate seppe presagire l’immane tragedia a cui si andava incontro: la morte di milioni di persone, il crollo degli imperi stessi e gli assetti geo-politici consolidati da secoli, la fine di una civiltà. L’Europa, fino ad allora in pieno sviluppo economico, culturale e sociale, ne uscì logorata e subalterna alle grandi potenze emergenti: Stati Uniti e Giappone.

Per la prima volta fu una guerra di massa, totale: un’apocalittica carneficina. I numeri sono impressionanti: 21 nazioni coinvolte, 70 milioni di militari in tutto il mondo, 20 milioni di morti tra soldati e civili, 40.250 km di trincee scavate -una lunghezza sufficiente a circondare tutta la terra- 186 miliardi di dollari spesi, l’equivalente di 2 trilioni di dollari odierni. “Un’inutile strage”, come la chiamò l’inascoltato papa Benedetto XV.

L’Italia entra in guerra nel 1915, dopo un anno di neutralità, a fianco dell’Intesa, per chiudere la pagina risorgimentale con la conquista delle terre irredente di Trento e Trieste. Riuscirà a ottenerle sconfiggendo l’impero austro-ungarico al prezzo però di ingentissime perdite umane ed economiche.

La Prima Guerra Mondiale è una pagina fondamentale della nostra storia, senz’altro il primo momento, nella sua tragedia, in cui l’Italia si sentì unita, dal nord al sud, e per questo è necessario serbarne memoria.

 

Cosimo Cinieri, Irma Immacolata Palazzo in collaborazione con La Banda Musicale dell’Esercito Italiano diretta dal M°Antonella Bona intendono dar vita a un Concerto di Poesia&Musica: Guerra! ‘15/18 nell’ambito de Le Rose del Parnaso Festival 2 edizione. Consulente storico-bibliografica: Dott. Michele D’Andrea. E con la partecipazione di Carmela Maffongelli, soprano e Andrea Fermi, tenore.

Partecipano inoltre 22 attori della Scuola di Teatro Fondamenta e 20 danzatori della Scuola Baila Dance e Officina Danza.

Drammaturgia e regia: Irma Immacolata Palazzo.

Prima nazionale.

 

Privilegiando la narrazione della guerra sul fronte italo-austriaco –il più difficile a detta di tutti, poiché prima di allora nessuno aveva combattuto a più di 3.000 mt d’altezza, vicino ai ghiacciai eterni-  lo spettacolo si svolge su un doppio binario narrativo: colto e popolare assieme. Da una parte la testimonianza dei grandi poeti: tra gli altri Ungaretti, Palazzeschi, Gadda, Alvaro, Rebora, D’Annunzio, Folgore, Soffici, Govoni, Boccioni e Marinetti, dall’altra le misere lettere in dialetto sgrammaticato dei soldati in trincea. E alcuni brani tratti dalle memorie di Malaparte, Caccia Dominioni, Frescura, Fabi, Lussu, Monelli, Salsa, Solmi. Inoltre, i contributi poetici di Majakovskij, Joyce, Apollinaire, Eliot. Quindi: dalla sintesi ungarettiana, poesia scabra e dura come pietra carsica, alla grande memorialistica italiana: migliaia di pagine, quasi un ‘vomito’ necessario per elaborare l’orrore della guerra.

Accanto ai momenti salienti della guerra sugli Altipiani e sul Carso, si racconta la vita in trincea: l’attesa spasmodica dell’assalto, il battesimo del fuoco, il sonno della giovane vedetta, la paura della morte e l’orrore delle carneficine causate dalle nuove armi, la fame la sete il freddo e il caldo sofferti, gli atti di eroismo, la solidarietà, la curiosità per il nemico, a volte così vicino da sentirlo respirare e cantare e prendere il caffè. E ancora: la prigionia, le decimazioni, l’autolesionismo per disertare la guerra. Non mancano involontari pezzi comici, legati ai disagi: topi ammaestrati o espedienti per convivere con i cadaveri con cui bisogna ‘affiatarsi’. Un affresco umanissimo.

Il rapsodo Cosimo Cinieri, nel costume di un semplice fante, appare come un reduce, pronto a spogliarsi delle sue reliquie: una stampella a cui s’appoggia e una maschera/protesi a risanare terribili ferite, per raccontarci la drammatica odissea. Il ‘teatro di guerra’ sta lì a ricordarci –come ha sottolineato Andrea Cortellessa- che per la prima volta l’uomo visse la guerra moderna come uno spettacolo grandioso, che avvince almeno quanto fa inorridire.

Le musiche della Banda spaziano dai canti di guerra e di contestazione: La leggenda del Piave, Tapum, La campana di San Giusto, O Gorizia tu sei maledetta, ecc. alle canzoni napoletane dell’epoca, brani lirici e sinfonici: Mozart, Verdi e Sibelius, fino alle canzoni famose nei café-chantant tra cui Frou frou del tabarin.

 

Guerra! ‘15/18 è prodotto dall’Ass.Culturale “Vagabonda Blu”, in collaborazione con la Regione Lazio e Musica per Roma.

L’evento rientra nell’ambito delle Rose del Parnaso 2 ed. Festival Itinerante.

 

Patrocini: Commemorazioni centenario I Guerra mondiale, Senato della Repubblica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Stato Maggiore dell’Esercito Italiano, Regione Lazio, Comune di Roma, Biblioteche di Roma.

 

Orchestrazioni: Lorenzo Antonio e Domenico Virgili,Scene: Fabiana Di Marco, Costumi: Sara Alonso, Pittore: Giancarlino Benedetti Corcos, Foto di scena: Daniele Lanci, riprese: Scenario Studios. Sartorie: Costumearte e Sartoria

cine-teatrale NORI.

 

Uff.Stampa: Elisabetta Castiglioni Tel: 06.3225044 Cell: 328.4112014 info@elisabettacastiglioni.it

Promozione e segreteria organizzativa: InventaEventi Tel: 06.98188901 progetti@inventaeventi.com  

Ufficio Promozione Pubblico: Alt Academy Tel: 06.4070056 Cell: 339.5932844 altacademy@libero.it

 

Prezzi: intero 15 euro , ridotto Cral e centri anziani 10 euro,gruppi minimo 10 persone 10 euro, ragazzi under sedici 8 euro.

Biglietteria Auditorium:  apertura tutti i giorni, orario continuato dalle 11.00 alle 20.00

23/11 > http://www.listicket.com/ticketing/acquisto/acquistoStep1/33134/Guerra-15-18

24/11 > http://www.listicket.com/ticketing/acquisto/acquistoStep1/33135/Guerra-15-18

 

Si ringrazia la Cineteca del Friuli Venezia Giulia

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Cosimo Cinieri in Nietzsche, tra Dioniso e Apollo di Palazzo-Saviani

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Cosimo Cinieri in Nietzsche, tra Dioniso e Apollo di Palazzo-Saviani

 

Teatro Palladium – Martedì 27 Ottobre 2015 – ore 20,30

Con Lucio Saviani, Filosofo-Performer, Domenico Virgili, Orchestrazione e Pianoforte, Giuseppe Frana, Strumenti a Plettro Orientali, Salua, Danza.

Drammaturgia e Regia: Irma Immacolata Palazzo

 

                                              

Nella sterminata bibliografia nitzscheana, la poesia è stata abbastanza trascurata. Eppure la sua vocazione la si ritrova nelle composizioni poetiche della Gaia scienza, in Umano troppo umano e soprattutto in Così parlò Zarathustra, dove il linguaggio immaginifico rende impossibile distinguere le giunture tra prosa e verso (A.M.Carpi).

Cosimo Cinieri in NIETZSCHE, tra Dioniso e Apollo, tra poesia-filosofia e teatro, inizia e finisce con una risata.

“E perduto sia per noi il giorno in cui non si sia danzato neanche una volta! E si dica falsa ogni verità per la quale non ci sia stata una risata!” Il saggio ride. “Non è con l’ira ma è con il riso che si uccide. Uccidiamo dunque lo spirito della gravità”.

Risata e danza, strumenti d’elevazione, quasi un distico sacro per N., figure della leggerezza e insegnamento capitale nello Zarathustra. Solo il saggio, l’uomo leggero, l’oltreuomo sa ridere della tragicità dell’esistenza, pur vivendola fino in fondo, l’unico che sa accettare l’estrema visione dell’eterno ritorno e che danza al tramonto tra il cielo e l’abisso. Altero e mai mendicante audience. Profeta della solitudine. Principe ucceldibosco. Siamo nella sfera dell’Artistik, come lui la chiamava, più vicina alla vita dell’acrobata, del funambolo, il primo doppio di Zarathustra che a sua volta era doppio di Nietzsche. Una vertigine. Noi artisti siamo incorreggibili.

Ci sono pagine di N. che sono pura energia, che invitano al ballo frenetico di una pizzica (danza dionisiaca per eccellenza, comune a tutte le culture del Mediterraneo nelle sue innumerevoli varianti). Pagine febbricitanti. Visionarie. Una scrittura contagiosa, perché chi parla è posseduto e ti possiede.

Il palcoscenico è una scacchiera in cui gli elementi sono proiezioni l’uno dell’altro (specchi); ensemble che obbedisce comunque alla legge dell’”arte monologica”. Ogni entità è un commediante che gioca da solo: il giullare-voce recitante i Ditirambi, il filosofo, sulla cui scrivania s’intravedono i tre fatidici dadi, che racconta di labirinti e naufragi,il pianoforte per creare atmosfere apollinee, il musicista con strumenti a plettro (cuore appassionato), la danzatrice-Arianna, padrona eppur perduta (come N. la immagina) nel proprio labirinto. Insondabile femminilità, ‘squassata da febbri ignote’ per il suo ‘Dio carnefice’, Dioniso, dalle piccole orecchie che sa odiare e amare a un tempo. Il cerchio è chiuso.

Nietzsche, tra Dioniso e Apollo, inserito nel Festival itinerante Le Rose Del Parnaso 2 edizione, è prodotto dall’Associazione Culturale VAGABONDA BLU e sostenuto dalla Regione Lazio e Fondazione Roma Arte-Musei. Patrocinato da Comune di Roma e Biblioteche di Roma.

Foto di scena: Daniele Lanci, riprese: Scenario Studios.

 

Biglietti: 15 euro intero, Riduzioni: Galleria 10 euro, Anziani e Studenti: 5 euro.

 

 

Ufficio Stampa: Elisabetta Castiglioni Tel:06.3225044 Cell:328.4112014 info@elisabettacastiglioni.it

Promozione e segreteria organizzativa: InventaEventi Tel:06.98188901 progetti@inventaeventi.com       

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Ufficio Promozione Pubblico: Alt Academy Tel:06.4070056 Cell:339.5932844 altacademy@libero.it

 

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